Chi sono i sensitivi e come possono aiutarti

Chi sono i sensitivi e come possono aiutarti

Chi sono i sensitivi e come possono aiutarti

I sensitivi sono persone che hanno un ruolo ben preciso: quello di agire come tramite tra chi si rivolge a loro in cerca di aiuto e la sua guida interiore. Ecco perché un sensitivo non può prendere il posto della guida interiore delle persone: non è suo il compito di indicare che cosa si deve pensare, in che modo si deve agire o quali sono le scelte migliori che devono essere prese. Con una funzione di intermediazione, il sensitivo favorisce la connessione e permette alle persone di conoscere meglio sé stesse.

Quando conviene rivolgersi a un sensitivo

Nel momento in cui si fa affidamento su un sensitivo, pertanto, è opportuno essere consci dei limiti che una figura del genere è tenuta a rispettare: ci sono dei vincoli che non possono in alcun modo essere superati, anche se a volte si rischia di avere aspettative troppo elevate. Così, succede che le persone che richiedono e ottengono un consulto pur ricevendolo non riescono a far tesoro del supporto di cui usufruiscono né valorizzano l’aiuto che ottengono. Quella di un sensitivo è una lettura intuitiva e collocata su un livello di spiritualità che non tutti possono cogliere.

Sensitivi: che cosa possono fare

A volte i sensitivi più generosi scelgono di assumere su di sé responsabilità che in realtà non dovrebbero avere, solo per la gioia di aiutare gli altri e di metterli nelle condizioni di sentirsi bene. Alla base di tutto deve, in ogni caso, esserci un dialogo approfondito e svolto con sincerità da tutte e due le parti. Sono seri solo i sensitivi che si danno da fare per elevare la coscienza collettiva: non si tratta di esseri superiori o di creature speciali, ma solo di uomini e donne che sanno come sfruttare capacità e potenzialità che nella maggior parte dei casi sono addormentate e non adeguatamente valorizzate.

Una guida spirituale

Un sensitivo è sempre disponibile a offrire il proprio aiuto a chi ne ha bisogno, e in particolare a coloro che sono alla ricerca di sé stessi, della propria serenità e della propria gioia. L’obiettivo deve essere quello di raggiungere una trasformazione interiore il più possibile profonda. Certo è che bisogna essere fortunati nel riuscire a trovare un sensitivo che operi con coscienza e che sappia adattare il proprio modo di fare alle persone con cui interagisce.

I limiti dei sensitivi

In sintesi, quando ci si affida a un sensitivo si deve essere pronti a compiere un lavoro interiore e ad affrontarlo con attenzione. Un sensitivo non è un coach né un motivatore, ma neppure un counsellor o uno psicologo. Si tratta, invece, di un ponte, metaforico ma non solo: chiedere un consulto spirituale è legittimo, a patto che non si pensi di avere a che fare con qualcuno che possa dare consigli anche sulla salute o su prestazioni professionali. Solo tenendo presenti i confini dell’azione di un sensitivo si ha l’opportunità di trarre vantaggio dalle loro capacità e dalla loro straordinaria esperienza.

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